Formazione

I prossimi corsi

4 marzo, 18 marzo, 5 aprile, 17 aprile, 7 maggio, 21 maggio - Milano
Siediti al posto mio! Laboratorio sperimentale per acquisire uno stile di coordinamento che promuova l’autonomia del gruppo di lavoro

Il buon funzionamento di un gruppo di lavoro è fortemente condizionato dalla presenza di un buon coordinamento. I coordinatori tuttavia vivono spesso un forte disagio legato alla costante ricerca di equilibrio tra le diverse funzioni che devono garantire: motivare i collaboratori, controllandone al contempo l’operato; organizzare il lavoro, senza cadere in standardizzazioni che spersonalizzano gli interventi; accogliere le diverse istanze, senza perdere la necessaria obiettività; curare l’armonia del gruppo, senza negare i conflitti…
La presente proposta formativa intende dare risposta all’esigenza dei coordinatori di avere momenti di confronto e scambio su aspetti legati al proprio ruolo nelle organizzazioni.
Al fine di far sperimentare in aula un modello di coordinamento che consenta la massima valorizzazione del potenziale delle persone, il corso propone l’attivazione dei corsisti in gruppi di lavoro, che avranno il compito di condurre dei seminari tematici.
Siediti al posto mio propone di sperimentarsi in un progetto di formazione diffusa, un’esperienza che consentirà ai partecipanti di trasferire nei diversi contesti lavorativi quanto vissuto in aula: il coordinamento diffuso.
Il laboratorio si articolerà in sei incontri tematici, ognuno dei quali dedicato ad approfondire un particolare aspetto legato al ruolo di coordinamento.

13 e il 20 marzo 2013 - Milano
Comunicare quando non c’è speranza. Un percorso formativo per aumentare la consapevolezza e sviluppare competenze nell’ambito della comunicazione tra operatori e pazienti

Comunicare nella malattia: una diagnosi infausta, una prognosi sfavorevole, una malattia degenerativa, la morte. Comunicarli ad una persona malata, ad una persona che fino a quel momento si considerava sana, ai suoi familiari. “Se, cosa e a chi”? “Troverò il tempo, nella frenesia del lavoro quotidiano?” Questi gli interrogativi che si sono posti numerosi operatori nell’ambito della propria vita professionale.
Quando, dove e come, “per evitare di morire senza aver avuto il tempo di sapere che si sta per morire”, tenendo conto che il principale destinatario della comunicazione dovrebbe essere la persona interessata. Quanto e con chi, per sottolineare l’importanza di valutare quanta informazione la persona desidera ricevere e in presenza di chi. Questi sono alcuni degli argomenti che il presente percorso formativo intende esplorare.
Un compito ingrato e difficile quello di comunicare notizie negative. Una responsabilità spesso fugata, che comunque si vorrebbe condividere con altri.
Considerando che l’organizzazione e la routine lavorativa non sembrano agevolare gli operatori, essi spesso sono costretti a “ritagliarsi del tempo” tra diverse incombenze, quando invece servirebbe “un tempo dedicato”.
Del resto, nella società attuale, in cui decadimento, sofferenza, malattia e morte sono considerati termini tabù, vengono sempre di più a mancare gli spazi e il linguaggio per rappresentare la finitudine. In tal modo, il problema viene rimosso e non si sviluppano competenze e strumenti per occuparsi di un problema che coinvolge tutti.
Comunicare nella malattia richiede varie e articolate competenze relazionali e tecniche: dalla capacità di assumere un atteggiamento empatico, praticare l’ascolto attivo e gestire le proprie e le altrui emozioni, alle conoscenze cliniche necessarie per fornire informazioni corrette e pertinenti in merito al decorso della malattia.
Il percorso formativo intende stimolare e approfondire la riflessione in merito al tema dell’ammalarsi e del morire allo scopo di incrementare la consapevolezza e le competenze degli operatori incaricati di prendersi cura di persone malate nell’ambito di servizi e presidi socio-sanitari. Intende, inoltre, fornire strumenti e strategie adeguati ed efficaci per assolvere tale compito, o meglio per condividere tale onerosa responsabilità.
Accanto ad esposizioni teoriche, ampio spazio sarà dedicato all’attività esperienziale, che consentirà ai partecipanti da un lato di confrontarsi sulle principali criticità incontrate nel lavoro, dall’altro di condividere e ideare strumenti per facilitare il lavoro.